Una Pasqua difficile…

Una Pasqua difficile…

È una Pasqua difficile, nella quale si fa fatica ad intravedere i segni della resurrezione.
Perché manca la fiducia nella domenica che deve venire. Viviamo un’inquietudine nuova che facciamo fatica a raccontarci, quasi come se ce ne vergognassimo. L’attentato a Mosca, la guerra in Ucraina che dopo due anni sembra una specie di Vietnam europeo, la strage di bambini e di civili a Gaza, la corsa al riarmo… Tutto sembra dirci che si è aperta un’epoca nuova per l’Europa.
Quella stessa Europa in cui 9 milioni di adolescenti soffrono di problemi mentali e dove il suicidio è la prima causa di morte tra i 15 e i 19 anni.
Poi ci meravigliamo se a Cassino vanno a votare solo 200 ragazzi su tremila aventi diritto al consiglio comunale dei giovani.
Mi sembra che siamo immersi in una nuova pandemia dove il virus del disagio avvolge tutti con ricadute sociali, educative, culturali ed anche politiche.
Le banalizzazioni populiste (a destra come a sinistra), l’uso della paura per intercettare il consenso non fanno altro che aumentare angoscia e rancore.
Siamo di fronte ad una specie di Mar Rosso che per essere attraversato ha bisogno di guide sicure, leader capaci e credibili.
Serve una nuova cultura politica, senza nostalgie e senza sorrisi di plastica.
E invece abbiamo di fronte una sfida americana come quella tra Biden, 81 anni, con una salute malferma e Trump, 77 anni, con tutti i suoi casini, che si candidano a guidare il mondo…
Quando è finita l’epoca dei grandi sogni, del desiderio di partecipazione per cambiare il mondo e migliorare le condizioni di vita di tutti?
Da quando abbiamo più preoccupazioni che speranze, più ansia che voglia di lottare per le conquiste sociali?
Cercasi persone di buona volontà per lasciare il mondo un po’ migliore di come l’abbiamo trovato…
La Pasqua siamo noi, se siamo capaci di attraversare la paura e trasformarla in speranza attraverso il nostro impegno personale e collettivo.
Senza scuse, senza giustificazioni, senza dire “non ho tempo per queste cose” ma anche senza giudicare chi sceglie di non impegnarsi.
Buona preparazione…

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Ripartiremo dalla cura degli anziani

Ripartiremo dalla cura degli anziani

Dalla “trincea” dei Servizi Sociali alle dinamiche in maggioranza. Luigi Maccaro, assessore alla Coesione sociale e coordinatore di Demos, affronta con il piglio del professionista il primo ruolo e con la passione delle idee il secondo.

Nella tornata elettorale di giugno, scenderà in campo nuovamente al fianco di Enzo Salera. Lo farà con la lista del suo partito, Demos, che – a sorpresa – è riuscita a convincere anche il consigliere comunale Luca Fardelli che fino a pochi giorni fa sedeva in minoranza. Nonostante svariate aperture e intese amministrative che lo hanno visto sempre sbilanciato più verso la maggioranza che nei confronti dell’opposizione più radicale.

Assessore, il suo è un Assessorato da prima linea. Qual è la fotografia del disagio sociale e della povertà nella realtà cassinate? Registra un peggioramento rispetto a quando si è insediato?

Mi fa impressione l’incremento di problemi di salute mentale che accompagna tante situazioni di disagio sociale. In questi anni abbiamo attivato tre progetti di assistenza psicologica rivolti in particolare agli adolescenti. Depressione, ansia, disturbi comportamentali, richiedono interventi importanti, immediati e in sinergia con le strutture della sanità territoriale. L’integrazione socio-sanitaria è ancora la più importante sfida aperta che abbiamo di fronte. Abbiamo affrontato emergenze epocali ma il disagio profondo viene dalla paura del futuro, dallo scoraggiamento, dalla solitudine che si trasforma in rancore sociale. Per questo il valore sociale della pedonalizzazione del centro va molto al di là degli aspetti urbanistici e diventa spazio per ritrovarsi come comunità.

Quando sarà inaugurata, invece, la “Casa di Willy?”

La determina di affidamento è pronta. Purtroppo abbiamo una carenza importante di personale amministrativo e le difficoltà burocratiche rallentano parecchio il lavoro sociale. Ma ormai ci siamo e San Bartolomeo avrà il centro di aggregazione giovanile che merita. I ragazzi di quel quartiere avranno un punto di riferimento educativo importante che saprà rivoluzionare il loro tempo libero. Quest’estate fioriranno le iniziative e poi a settembre sarà garantito il doposcuola e tante altre attività formative.

A proposito di politiche giovanili: con le elezioni di ieri è entrato nel vivo anche il consiglio comunale dei giovani. Soddisfatto della partecipazione?

Sono molto contento di aver avviato questa importante forma di partecipazione che coinvolge i giovani tra i 15 e i 25 anni. Dalla pandemia ancora stiamo pagando le conseguenze gravi dell’isolamento sociale e dell’abuso tecnologico. Il consiglio dei giovani è un passo importante per invertire la tendenza. Adesso ci aspettiamo proposte concrete fatte dai giovani per i giovani e siamo pronti a recepirle e a finanziarle con fondi già stanziati. Le politiche giovanili sono queste: non siamo noi adulti che dubbia fare cose “per” i giovani. Dobbiamo invece mettere a loro disposizione strumenti e risorse affinché possano essere protagonisti. Oltre le parole vuote questi sono fatti concreti.

Veniamo alle comunali. Il consigliere Luca Fardelli, dopo cinque anni di opposizione, si presenta a sostegno di Salera proprio nella lista di Demos. Un’alleanza strategica o una “conversione”?

In questi anni ci siamo trovati più volte dalla stessa parte sulle scelte provinciali e abbiamo riallacciato un percorso nato ai tempi del partito popolare. Ho sempre apprezzato l’attenzione di Luca nei confronti delle problematiche legate alla sanità. Questione complementare alle politiche sociali perché riguarda le persone più fragili. Credo che insieme potremo fare un buon lavoro a partire da una proposta di Luca che abbiamo subito fatto nostra come Demos: una commissione speciale sui problemi della sanità capace di dare ancora più forza alle istanze che provengono dal cassinate. Non facciamo strategie, proviamo ad occuparci dei problemi delle persone, questa per noi è la politica.

La maggioranza ha deciso di chiudere le porte ad alcuni aspiranti consiglieri per non snaturare l’identità del progetto iniziale. Lei è d’accordo?

In questi anni ho sempre cercato di promuovere allargamenti della maggioranza su temi e progetti amministrativi. Le mie proposte in consiglio comunale sono sempre state votate anche dalle minoranze che, infatti, non ho mai chiamato opposizioni. Altra cosa però è l’opportunismo dell’ultimo momento: non si può beatificare Buongiovanni la sera e poi cercare posto nelle liste di Salera la mattina. Oppure criticare in maniera feroce la nostra amministrazione e poi fare finta di niente. La fila di chi corre in soccorso del vincitore è sempre lunga ma ormai siamo fuori tempo massimo. Quella guidata da Salera è una squadra orientata al risultato, alla realizzazione di progetti amministrativi in tutti i campi. Ed è stato ampiamente dimostrato. Chi ha lavorato per un’alternativa a Salera, dimostri di cosa è capace.

Il progetto dell’amministrazione Salera di cui va più orgoglioso e uno che vorrebbe fosse inserito nel programma dei prossimi cinque anni.

Sicuramente l’emporio solidale, l’affido familiare, il taxi sociale e tante altre iniziative ma c’è un progetto che abbiamo approvato pochi giorni fa che si chiama “Viva gli anziani!” e che realizzeremo insieme ai quattro Centri Senior della nostra città. È rivolto agli anziani fragili e soli e nasce dall’esperienza del monitoraggio attivo fatto durante il lockdown. Ne parleremo meglio ma la cura degli anziani soli è un tema che mi sta particolarmente a cuore e che nei prossimi cinque anni dovrà avere una priorità assoluta, a partire dall’assistenza domiciliare e da tutto ciò che è utile a prevenire il ricovero in strutture residenziale. Invecchiare in casa propria è un diritto fondamentale su cui dobbiamo impegnarci ancora tanto.

Il lavoro sociale

Il lavoro sociale

Il lavoro sociale richiede oggi un alto livello di professionalità affinché gli interventi possano concretamente migliorare la qualità della vita delle persone e delle comunità.
Per questo ha una dimensione duplice: da un lato quella professionale dall’altro quella politica perché agente di cambiamento sociale.
Partecipare agli incontri di formazione organizzati dal prof. Maurizio Esposito dell’Università degli Studi di Cassino è sempre un’occasione imperdibile di confronto e accrescimento delle conoscenze in un campo che è costretto a mutare profondamente e rapidamente di fronte ai cambiamenti sociali.
In questi 5 anni di assessorato abbiamo affrontato 3 emergenze importanti: la pandemia, l’accoglienza dei profughi dall’Ucraina e la chiusura del reddito di cittadinanza. E malgrado il dissesto finanziario del Comune abbiamo lanciato numerosi progetti innovativi.
L’abbiamo potuto fare grazie alla professionalità dei nostri assistenti sociali capaci di costruire di volta in volta una rete di protezione intorno alle persone fragili che vengono prese in carico e, allo stesso tempo, capaci di realizzare interventi di comunità rivolti a fasce di popolazione fragile.
#cassinosociale #cassino2024 #laforzadelnoi

Il voto di giugno al fianco di Salera

Il voto di giugno al fianco di Salera

La “cafonaggine istituzionale” di chi ha mollato l’inaugurazione Unicas, il no alle lusinghe per Sebastianelli-Pistoia, il possibile recupero di Petrarcone e quello ormai certo di Fardelli Il voto di giugno al fianco di Salera. Con un occhio ai tragici fatti di Frosinone.

Per un certo periodo di tempo è stato indicato come il totem della possibilità che Enzo Salera facesse i conti con crepe di compattezza nella sua squadra amministrativa a Cassino. Non è stato così. Poi è stato soppiantato dalla new entry presunta Barbara Di Rollo con tutta la vicenda nata dal famigerato “pranzo della Foresta”: cioè il pranzo con l’opposizione consiliare di centrodestra al quale prese parte proprio la presidente d’Aula. Che in quell’occasione ebbe a dire che Luigi Maccaro sarebbe stato il candidato sindaco ideale al posto di un bis per l’uscente Enzo Salera. Neanche allora andò come si credeva/sperava.
Alla fine Luigi Maccaro ha dimostrato di essere… quello che è.
Uno che cioè non deroga dalla lealtà ma che nel farlo non deroga neanche da una certa franchezza “militare”. Paro paro il sindaco uscente, a ben vedere, che non a caso la sua naja se l’è approntata da ufficiale in quel piccolo inferno che stava alla SCUFC, la Scuola Ufficiali di Complemento dell’Esercito Italiano a Cesano di Roma.

Discutere forte ma senza isteria
E che sa mettere entrambe le cose a crasi ma senza mai arrivare al parossismo delle fratture isteriche tipiche della politica di primo pelo.
L’assessore alle Politiche Sociali del Comune di Cassino è tra coloro che a giugno proveranno a chiedere la riconferma all’elettorato della Città
Martire. Come intenda farlo e come giudica il quadro attuale che di quel voto sta rivelando lo scenario step by step ce lo ha voluto dire rispondendo ad alcune domande. Qualcuna di prammatica, qualcun’altra meno. Tanto il tipo, come direttore di Exodus Cassino, alla schiettezza scabra ci è abituato, e non è uso fare lo slalom attorno alle polpette avvelenate.

Parliamo di primarie, diciamo concettualmente: le ritiene uno strumento di democrazia oppure una pratica cassabile quando mantiene rigore ma perde utilità?

Io sono per le primarie sempre. E’ chiaro che la candidatura per il secondo mandato di Enzo Salera non si discute neppure. Ma nel 2029 nel centrosinistra si riparte da zero. Chi è contro le primarie è contro la trasparenza ed è contro gli elettori. Come il centrodestra di Cassino.

Fosse per lei proverebbe a tirare a bordo il duo Sebastianelli-Di Folco, cioè i protagonisti delle primarie che dovevano essere di centrodestra ed invece hanno generato un campo assolutamente ostile al centrodestra? E se sì, quando: subito o ad un ipotetico ballottaggio?

Né ora né mai. Non abbiamo niente in comune. Sono sempre stato contrario alle ammucchiate. Nel 2019 sono stato preso a male parole quando ho detto “o noi o Evangelista e compagni”. Il riferimento era a Franco Evangelista, figura elettoralmente di spicco come dimostra il fatto che poi sia stato eletto in Consiglio. Ma veniva dalla precedente amministrazione di centrodestra del Sindaco Carlo Maria D’Alessandro nella quale aveva avuto un ruolo non secondario. Con Evangelista siamo amici ma in politica bisogna essere coerenti: il centrosinistra fa il centrosinistra e la destra fa la destra.

Lei ha stigmatizzato fortemente il comportamento di quanti hanno abbandonato al seguito di Francesco Rocca l’inaugurazione dell’anno accademico. Ma Benedetto Leone le ha fatto notare che i “fuggitivi” non erano solo del centro destra…

La cafonaggine istituzionale non ha appartenenza politica, è cafonaggine, punto. Infatti io non mi sono mai sognato di additare quelli di una parte politica, mi sono riferito a tutti indistintamente. Quando l’ho spiegato a Leone non mi ha più risposto.

Cassino e il voto amministrativo: la squadra di Enzo Salera ha fatto un po’ di “Hollywood” sulle spaccature e molto “Rossellini” sulla loro capacità di minare la compattezza dell’amministrazione. Qual è il segreto, che cemento usate?

Si chiama serietà e non la vendono a sacchette. O ce l’hai o non puoi fartela venire. Si discute ma non si tradisce il mandato degli elettori come ha fatto il centrodestra con il sindaco D’Alessandro. Sulle provinciali, e solo sulle provinciali, ci siamo divisi ma sul governo della città abbiamo mantenuto gli impegni presi nel 2019, andando ben oltre malgrado dissesto e pandemia.

Luca Fardelli in lizza con il “suo” Demos: che vi siete detti per trovare la quadra? Perché l’avete trovata no?

Non è difficile, veniamo da un pezzo storia comune vissuto con La Margherita di Lino Diana e Francesco Scalia. Ci siamo formati alla scuola del popolarismo anche se poi ha vinto il populismo dei grillini e della destra. Oggi per arginare quel vuoto politico serve un compromesso, che viene da cum promittere cioè promettere insieme di fare delle cose per il bene della città. Ma ci stiamo ancora lavorando.

La briscola aggiuntiva di Salera sarà Peppino Petrarcone? Che sa della vicenda?

So che ci sono delle interlocuzioni e questo mi fa molto piacere perché Petrarcone è una grande risorsa per il centrosinistra. La sua esperienza, al di là delle elezioni, è una ricchezza di cui non possiamo fare a meno. Con Petrarcone è cominciato il vero cambiamento della città: penso al Parco Baden Powell, alla riqualificazione di piazza San Giovanni o all’introduzione della raccolta differenziata. Noi abbiamo continuato una strada aperta da Peppino.

Arturo Buogiovanni è bravo, ed è un fatto. Ma è bravo perché unisce o sono stati bravi quelli che lo hanno incoronato collante?

Arturo non è bravo, è bravissimo! Come persona e come professionista. Che sia bravo in politica è tutto da dimostrare. Ma se il buongiorno si vede dal mattino siamo messi male: in primis perché si è lasciato cooptare anziché scendere in campo con una propria forza ed un proprio progetto politico. Mi pare che a destra la storia non insegni granché. È un mese che ascolta e sorride, sorride e ascolta, ma cosa voglia fare come Sindaco, a parte soffocare il centro con tremila studenti e insegnanti e paragonarsi a Giorgio La Pira, non si capisce. Vedremo.

Fino a che punto la Cassino che vede lei coincide con la Cassino che vuole continuare a vedere Enzo Salera?

Io penso che in questi anni abbiamo abbiamo fatto passi importanti nella stessa direzione. Una direzione che è ben sintetizzata dallo slogan di Demos: “Cassino solida e solidale”. Solida perché con i conti a posto, le scuole in sicurezza, il centro vivibile. Solidale perché non lascia indietro nessuno, si apre ai giovani e fa squadra con la società civile. A giugno o vince un NOI e la città continua a cambiare in meglio o vincono loro ed è un salto nel buio.

I tragici fatti della sparatoria a Frosinone e il tema della sicurezza: al di là di ogni polemica d’onda emotiva, cosa andrebbe migliorato per prevenire fatti simili?

Penso che siamo tutti responsabili della mancanza di sicurezza che c’è nelle nostre città e in particolare nei luoghi del divertimento. I ragazzi hanno il sacrosanto diritto di trascorrere serate in serenità senza rischiare la vita.

Si, ma nel concreto?

Il turno serale della polizia locale, soprattutto il sabato nei luoghi della movida, dovrebbe diventare una priorità assoluta. Malissimo ha fatto la sinistra a lasciare il tema della sicurezza alla destra: la protezione dei ragazzi è un dovere morale per tutti.

La prima responsabilità è dei gestori

La prima responsabilità è dei gestori

Incontriamo sempre più persone con problemi di ansia, depressione, attacchi di panico che hanno trovato sollievo nell’uso di alcol e droghe, peggiorando in questo modo la loro situazione aggiungendo anche una dipendenza patologica.
Molti ragazzi raccontano di usare cannabis perché li fa sentire meno ansiosi ma quello che sembra un aiuto nel breve termine in realtà diventa ben presto un danno enorme.
Uno squilibrio emotivo tipico dell’età adolescenziale.
I questionari somministrati dagli operatori dell’unità mobile hanno confermato anche per il 2023 che il 30% degli studenti delle scuole superiori ha provato almeno una volta ad usare sostanze stupefacenti.
Educatori che stanno molto spesso tra i ragazzi nelle serate dei fine settimana per fare informazione e prevenzione.

Non è giusto dare la colpa alle famiglie: oggi educare è impresa difficilissima. Così come è riduttivo imputare alle forze dell’ordine la mancanza di controlli. In queste vicende la prima responsabilità è dei gestori dei locali. Alcuni dei quali, in coscienza, adottano comportamenti responsabili. Altri no.