Il mio intervento al Consiglio comunale del 15 maggio 2020

Consiglio Comunale del 15 maggio 2020

Io credo che esistano due modi di fare politica: il primo consiste nell’adoperarsi per trovare soluzioni a beneficio di tutti i cittadini, il secondo consiste nel trovare soluzioni a problemi individuali di singoli cittadini.

Nel primo caso il consenso si guadagna esclusivamente sulla base dell’opinione pubblica,  nel secondo caso il consenso si guadagna sulla base della relazione personale fra il cittadino che ha avuto bisogno di una soluzione e il politico che si è adoperato per trovare quella soluzione.

Non si può negare che nel secondo caso, in campagna elettorale, il politico che ha l’abitudine di risolvere problemi personali a singoli cittadini terrà bene in evidenza la lista dei cittadini per i quali si è adoperato per risolvere il problema personale che avevano.

Ecco io credo che noi ogni giorno abbiamo davanti queste due possibilità e possiamo scegliere tra l’impegno per le soluzioni individuali e l’impegno per le soluzioni collettive. Questa è una cosa che riguarda tutti noi, nessuno escluso.

Don Lorenzo Milani, nel libro “Lettere ad una professoressa” scrisse: “Ho imparato che il problema degli altri è uguale al mio. Sortirne tutti insieme è politica. Sortirne da soli è avarizia”. 

Ecco, noi dobbiamo trovare soluzioni che riguardano tutti i cittadini e garantire l’accesso a quelle soluzioni per chi ne ha bisogno.

Le racconto e Vi racconto un episodio che è emblematico di una situazione che la nostra Amministrazione si è incaricata di cambiare radicalmente. Nelle prime settimane di lavoro come Assessore ho chiesto di vedere la parte del Bilancio che riguarda i Servizi Sociali. Eravamo credo verso la fine di luglio. Una delle voci riguardava un fondo per sostenere persone in difficoltà nel pagamento delle bollette e ammontava a circa 12 mila euro. Ho domandato quanto ci fosse ancora disponibile dato lo stanziamento e dato il fatto che eravamo già praticamente ad agosto. La risposta è stata “I 12 mila euro sono tutti lì, non abbiamo usato niente”. E come è possibile? Mica le bollette si pagheranno solo nel secondo semestre? Volete sapere la risposta? “Eh, Assesso’ che volete, prima veniva sempre qualche consigliere che accompagnava qualche persona in difficoltà e noi, verificato lo stato di bisogno, gli pagavamo la bolletta. Poi, a febbraio è caduta l’Amministrazione e quindi non è venuto più nessuno, perciò i soldi stanno ancora là“.

Ecco io credo che in un paese civile se c’è un budget per pagare le bollette, si dice pubblicamente, si fa un avviso pubblico, i cittadini fanno la domanda, si stila una graduatoria e si danno i soldi. I consiglieri comunali non si possono sostituire agli assistenti sociali. Anche perché poi gli assistenti sociali non fanno campagna elettorale, mentre i consiglieri si. E non è bello approfittare della condizione di bisogno di un cittadino per consolidare una relazione che poi si potrebbe trasformare in un voto.

Per questo il lavoro di intermediazione che lei si è preso la briga di fare nella presentazione delle domande per i buoni spesa è stato giudicato male. Sin dal primo momento abbiamo detto che non avremmo accettato intermediazioni nella presentazione delle domande, men che meno da parte di politici e consiglieri comunali.

C’è anche un altro motivo: la normativa prevede che i buoni spesa sono destinati alle persone in carico ai servizi sociali mentre per i nuclei familiari NON in carico ai servizi sociali, gli uffici devono provvedere a prenderli in carico. Per prendere in carico un nucleo familiare bisogna instaurare una relazione con esso. Fare domande, ascoltare risposte, conoscere la storia, la situazione economica, gli effetti che la pandemia ha provocato su quel nucleo familiare come la perdita di lavoro o l’insorgenza di malattie, l’eventuale presenza di minori e tante altre cose.

Dunque ognuno faccia il proprio mestiere: per aiutare le persone nei loro problemi personali ci sono gli assistenti sociali. Per elaborare le strategie di sviluppo di una città ci sono i politici. Bisogna solo scegliere da che parte stare perché fare le due cose insieme poi in campagna elettorale si genera una confusione a mio avviso poco rispettosa della dignità delle persone che in nessun modo devono sentirsi obbligate nell’espressione del proprio voto elettorale.

Un’altra cosa la voglio dire a proposito dei Volontari visto che lei per conoscere i nomi delle 83 persone che hanno dato la disponibilità a partecipare alle attività del servizio “CassinoRisponde” ha fatto addirittura una richiesta di accesso agli atti. Io credo che i consiglieri, soprattutto quelli della minoranza, abbiano il diritto di conoscere gli atti amministrativi per verificarne la correttezza, la trasparenza e quant’altro. E noi della maggioranza vi ringraziamo per questo lavoro di controllo perché così se facciamo degli errori voi ce lo segnalate e noi evitiamo di finire magari in Procura come purtroppo è accaduto nel passato recente.

Ma la lista dei nomi dei volontari a cosa le serve lei lo dovrebbe spiegare, dovrebbe dire in quale modo conoscere quegli 83 nomi le sarà utile a verificare la correttezza dell’operato di quest’Amministrazione. Perché se lei non lo spiega, e nella sua istanza di accesso agli atti lei non lo ha spiegato, allora si può pensare di tutto. Si tratta di informazioni personali, per me è una gravissima violazione della privacy che nulla ha anche fare con il giusto compito di controllo che spetta alla minoranza.

Io credo che non si sia mai verificata nella nostra città una mobilitazione così importante e generosa da parte di volontari singoli, non associati, e di associazioni e organizzazioni di volontariato che si sono messi a disposizione dell’Amministrazione comunale per aiutarci a fronteggiare le necessità dovute a questa pandemia.

Come sapete sono cresciuto nel mondo del volontariato e conosco bene la prudenza con la quale i soggetti del volontariato si avvicinano alle Istituzioni nella preoccupazione che la politica possa in qualche modo voler utilizzare la genuina disponibilità di chi vuole mettersi al servizio della collettività.

Questo è il motivo per cui io ho sentito e sento la necessità di proteggere la serenità e la privacy dei volontari nel momento in cui un politico, nell’ambito della sua legittima attività di controllo sull’operato della maggioranza, utilizza lo strumento dell’accesso agli atti per conoscere l’identità delle persone che – mettendo a rischio la propria salute – hanno scelto di servire la collettività collaborando con l’Assessorato.

I Volontari si sono avvicinati perché si fidano di questa amministrazione e questa amministrazione ha il dovere di proteggerli. Far circolare elenchi nominativi senza nessun motivo trovo che sia lesivo della dignità dei volontari stessi. 

Ciò che invece ho detto e che voglio confermare in quest’Aula è che i politici devono avere grande rispetto per i Volontari, oserei dire ammirazione nei confronti di persone che hanno uno spirito di servizio, di dedizione al bene comune, di generosità nei confronti del prossimo, che agiscono in maniera disinteressata e che vivono valori che nel mondo politico forse sono più facilmente dimenticati. Benché Paolo VI parlò della politica come della forma più alta di carità.

Quindi se lei consigliere Evangelista deve fare attacchi – per fare in modo che i giornali si occupino di lei – attacchi pure il sottoscritto ma lasci stare i volontari.