Il senso della politica per il volontariato

L’INCHIESTA, 18 APRILE 2020 – “Sono entrato in politica anche per dire ai politici di alzarsi in piedi quando passano i volontari!”. “Penso che dovremmo aprire la Villa comunale ai bambini con ingressi controllati e su prenotazione”.

Intervista di Lorenzo Vita

“CassinoRisponde” rappresenta un modo completamente nuovo di affrontare i problemi sociali. Qual è il vero significato di quest’esperienza ?

Credo molto nella necessità di produrre innovazione sociale attraverso l’esperienza sul campo e attraverso l’integrazione degli approcci. Problemi complessi hanno bisogno di risposte articolate. Perciò era necessario mettere insieme la professionalità del servizio sociale, la passione del volontariato e la responsabilità di imprese e cittadini. Abbiamo dimostrato che la solidarietà è più contagiosa del virus. Quando una città sa fare squadra può affrontare qualsiasi crisi! Voglio sottolineare che il lavoro degli assistenti sociali nella valutazione delle richieste è stato veramente egregio. Grande professionalità unita a una sensibilità per i problemi delle famiglie hanno prodotto i risultati che sono sotto gli occhi di tutti. Malgrado le condizioni di lavoro non siano delle migliori: 7 assistenti sociali e altri 6 dipendenti per un totale di 13 operatori stipati in 3 stanze con strumenti informatici medievali. Purtroppo il Consorzio dei Servizi Sociali ci ha già avvisati che lunedì termineranno il loro servizio alcuni operatori e ci ritroveremo di nuovo con la solita gravissima carenza di organico. Ricordo che per legge Cassino dovrebbe avere 8 assistenti sociali (1 ogni 5.000 abitanti) invece ne ha uno solo pianta organica). Malgrado ciò, umore e motivazione ai massimi livelli. 

La città in queste settimane è ricca di iniziative solidali di ogni genere, questa è la Cassino che le piace?

Esattamente. Ognuno ha dato un contributo ed è in corso una gara di creatività, una rincorsa al bene che ha sorpreso piacevolmente tutti. Finanche un’asta solidale, la pregevole iniziativa delle Associazioni “Cassino per la Pace” e “Pentacromo” che hanno come obiettivo raccogliere 5.000€ dalla vendita di opere d’arte da devolvere al fondo di CassinoRisponde. Questa è la coesione sociale che ci eravamo dati come obiettivo quando ci siamo insediati. Ora la sfida è mantenerla viva anche quando la pandemia sarà finita. 

E come?

Ho proposto al Sindaco di costituire una Fondazione di partecipazione, come ne esistono tante, soprattutto al nord: un ente non profit che metta insieme Comune, Terzo settore e Imprese socialmente responsabili, dalla Banca all’assicurazione all’azienda manifatturiera. Alcuni imprenditori hanno già mostrato interesse per questa ipotesi. Sono convinto che potrebbe dare frutti che oggi neanche immaginiamo, tra cui anche posti di lavoro per i giovani laureati della nostra Università. 

Malgrado tutto questo non mancano mai le polemiche: il Consigliere Evangelista ha formalizzato una richiesta di accesso agli atti… 

È suo diritto. Mi dispiace che sia circolata la notizia, non avrei voluto: so che devo lavorare e che sarò giudicato per quello che produco, non rispondo alle polemiche se non con i risultati del mio lavoro. Per me lui come chiunque altro può vedere tutti gli atti amministrativi che vuole ma quando ho visto la richiesta della lista dei volontari ho perso la testa. Ci sono persone, soprattutto ragazzi, che mettono a rischio la loro salute per servire la propria comunità, con passione e abnegazione. E dovrebbero finire per questo nelle liste di proscrizione di un politico? È una roba da matti. Queste persone vanno protette, sono volontari, la politica deve avere profondo rispetto e gratitudine nei loro confronti. Sono entrato in politica anche per questo, per dire ai politici di alzarsi in piedi quando passano i volontari! Ho chiesto alla Asl di eseguire i tamponi al personale dell’Assessorato e ai volontari, visto l’alto numero di persone con cui stanno entrando in contatto. Martedì mattina si comincia con il primo gruppo che si recherà per questo a Frosinone. Naturalmente i volontari sono tutti assicurati con una polizza specifica anti-Covid. 

Si dice che è già al lavoro con alcuni collaboratori sulla ripresa delle attività normali, la fase 2. Cosa bolle in pentola?

Sono convinto che  ciascuno di noi debba impegnarsi oggi per la ripresa che ci sarà domani. Bisogna programmare adesso in modo da essere pronti quando ci sarà il via libera. Io per esempio ho tre figli piccoli che soffrono molto il non poter vedere i loro amici e so che questo è il disagio di tutti i bambini e i ragazzi della nostra città. Penso ad esempio che dovremmo aprire la Villa comunale e consentire ai bambini di passeggiare con i loro genitori. Con tutte le cautele del caso: ingresso su prenotazione a numero chiuso con personale di sorveglianza e con animatori capaci di promuovere attività e giochi che non implichino il contatto ravvicinato. Penso che gli scout sarebbero perfetti per questa attività. Non so dire quando questo sarà possibile, non lo decido io anche se spero che quel momento arrivi presto. Ma dobbiamo prepararci adesso, programmare attività nuove, diverse dal passato, soprattutto per i bambini e per gli adolescenti che stanno pagando un prezzo altissimo e ingiusto. 

Riprenderemo l’esperienza del progetto “Città dei ragazzi” avviato a ottobre scorso e la Villa comunale sarà un centro propulsore di attività di aggregazione educativa. Per uno o forse due anni nulla sarà più come prima ma questo non significa che staremo chiusi in casa. La ripresa dovrà trovarci pronti. Ci stiamo già lavorando.

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