La città possibile: bilancio di fine anno

In questi primi sei mesi di esperienza amministrativa abbiamo appena intravisto l’inizio del cammino che intendiamo percorrere: un cammino fatto di partecipazione, responsabilità e fiducia nella “Cassino possibile”, una città capace di avere a cuore il proprio benessere a partire dai suoi cittadini più in difficoltà.

Quando ho deciso di assumere la responsabilità di questo Assessorato dovevo rispondere ad una domanda che avevo in testa da molti anni: è possibile che Cassino cambi? che si ribelli alla logica individualista che attanaglia il nostro tempo? è possibile che Cassino sappia reagire alla crisi economica e sociale con un approccio solidale ai problemi comuni? è possibile che la parola comunità si possa applicare alla dimensione cittadina senza retorica e senza illusioni miracolistiche? è possibile rinnovare un sistema di welfare cittadino attraverso la partecipazione di un terzo settore capace, a sua volta, di ripensare il proprio ruolo?

La risposta ancora non ce l’ho ma ho deciso di cogliere la sfida per una “Cassino possibile” innanzitutto dal nome che ho chiesto di dare al mio Assessorato: erogare servizi sociali è importante ma lavorare per la coesione sociale è l’unica risposta possibile alle domande di sopra. I cittadini non sono sono una controparte a cui dare delle prestazioni. Essi possono essere i protagonisti del proprio benessere se inseriti in una comunità capace di curare sé stessa. 

Tenere insieme la città in una logica di integrazione finalizzata all’aiuto reciproco, questo è fare comunità, questo è coesione sociale. Questa è l’idea di fondo che ci ha ispirati sin da quando in campagna elettorale Enzo Salera ripeteva che vogliamo costruire “la città di tutti e di ciascuno”. Per questo serve visione, partecipazione, innovazione.

Affidiamo a questa relazione i primi vagiti di questa avventura consapevoli che il cambiamento richiede una competenza essenziale: saper cambiare sé stessi per poter cambiare il mondo intorno a noi. Insieme a speranza, sacrificio, responsabilità. 

Facciamo questo primo “punto della strada” con gli occhi rivolti all’indietro per guardare le cose fatte ma con la mente protesa in avanti a scorgere le prossime cose da fare. Per questo troverete anche i primi semi del lavoro del prossimo anno. 

Soprattutto, avendo ricevuto l’onore di poter servire la città, sentiamo forte la responsabilità di dover rendere conto puntualmente del lavoro svolto.

Buona lettura e buon 2020