Affido familiare: corresponsabilità per un nuovo welfare locale

E’ stato presentato questa mattina, presso la Sala Restagno del Comune di Cassino, il progetto per l’affido familiare, per aiutare i minori che vivono in situazioni familiari insostenibili. Il progetto è stato approvato dall’Amministrazione Comunale nelle scorse settimane e sarà gestito in collaborazione con il Consorzio dei servizi sociali. 

Alla conferenza stampa di presentazione hanno partecipato il Sindaco, Enzo Salera, l’Assessore alle politiche sociali Luigi Maccaro, la dottoressa Silvia Crolla, assistente sociale, il dottor  Donato Formisano presidente della Banca Popolare del Cassinate, che ha sostenuto la realizzazione della campagna informativa di promozione dell’affido familiare.

La campagna mira a reclutare un certo numero di famiglie intenzionate a dare la propria disponibilità ad accogliere temporaneamente un minore proveniente da una condizione di difficoltà. 

Ad aprire i lavori il Sindaco, Enzo Salera, che ha testimoniato come questa campagna sia una delle priorità dell’amministrazione comunale. Il progetto nasce dalla convinzione che l’affidamento sia la soluzione migliore per i minori che vivono situazioni di disagio e l’auspicio è che questa iniziativa possa, innanzitutto, incontrare il consenso di tante famiglie e tante persone che possano dare la propria disponibilità ad accogliere un bambino, ma anche che possa rappresentare un esempio per altri comuni e altri enti. Cassino, infatti, può essere la città capofila di una filiera virtuosa di accoglienza, solidarietà, condivisione. 

L’Assessore  Luigi Maccaro ha raccontato come questo progetto sia nato all’inizio di questa esperienza amministrativa. «Ho cercato da subito – ha raccontato Maccaro – di capire la dimensione dei problemi: la situazione relativa ai minori in situazioni di disagio, a quelli collocati in case famiglia e il numero di famiglie in situazioni di fragilità era impressionante. La responsabilità dell’amministrazione comunale è che siano sempre di meno i minori che debbono essere tolti alla loro famiglia di origine per essere dati in affidamento. Per questo è necessario innanzitutto lavorare in ottica di prevenzione, a supporto delle famiglie in difficoltà». 

Maccaro ha anche sottolineato come l’impegno economico che pesa sul Comune per il collocamento di minori in casa famiglia sia estremamente oneroso: dai circa 230 mila euro spesi dal comune di Cassino nel 2017, oggi si è passati a circa 700 mila euro che è la cifra che il comune avrà speso il prossimo 31 dicembre. «Il dato fa riferimento esclusivamente ai minori italiani e dunque non considera i minori stranieri non accompagnati. E’ chiaro che il Comune non ha avviato questo progetto per ragioni di risparmio economico, ma è altrettanto chiaro che il costo crescente di queste problematiche testimonia la misura del disagio di molte, troppe famiglie. Credo che la parola chiave di questo progetto sia “corresponsabilità”. La prospettiva è un cambiamento della società e la creazione di molteplici sinergie». 

Il progetto prevede una prima fase – realizzata grazie ala partnership con Banca Popolare del Cassinate – destinata ad una importante e capillare campagna informativa, così da sollecitare la disponibilità delle famiglie. Nel mese di gennaio, poi, verrà proposto un corso di formazione (a cui ne seguirà un altro nel mese di settembre). Al termine del corso le famiglie ritenute idonee verranno iscritte al’albo e potranno essere chiamate ad accogliere un minore. 

L’Assessore ha anche assicurato che il Comune rendiconterà, almeno con cadenza annuale, i risultati del progetto, sia dal punto di vista economico e numerico sia dal punto di vista sociale. 

L’assistente sociale, Silvia Crolla, ha sottolineato ancora l’importanza dell’attività di prevenzione e ha evidenziato come la parola affidamento vada intesa in un duplice significato: non solo il bambino viene affidato ad una famiglia, ma la famiglia di origine si affida alla famiglia affidataria, così da creare, insieme, un cerchio di protezione per il minore. 

Ci saranno 8 incontri, per un totale di 20 ore, che prevedono sia una parte tecnica, nella quale verrà illustrata la normativa vigente, sia una parte più “pratica”, che terrà conto degli aspetti emotivi legati all’affidamento, primo fra tutti il fatto che la famiglia affidataria deve essere pronta e preparata al momento del distacco del bambino. La famiglia di origine non sarà abbandonata ma sarà aiutata a superare il momento di difficoltà che ha portata al affidamento. 

A concludere i lavori il Presidente della BPC, Donato Formisano «L’Affido familiare è un tema delicato e prezioso e rappresenta, da parte delle famiglie affidatarie, un gesto nobile e generoso. Un gesto che, proprio perché temporaneo, richiede una generosità ancora più grande: accogliamo nelle nostre case, per qualche tempo, un bambino bisognoso di aiuto. Lo accompagniamo per un tratto di strada e poi siamo pronti a riconsegnarlo alla sua famiglia di origine o a chi dovrà occuparsi di lui. Questa disponibilità all’accoglienza fa parte della tradizione di Cassino: chi, come me, ha vissuto il dramma della guerra, ricorderà come le famiglie erano solidali e accoglienti e come tantissime volte i bambini che avevano perso i genitori venivano accolti da nuove mamme e nuovi papà che, in un gesto naturale, semplice, affettuoso, generoso, allargavano i loro cuori e le loro case per accogliere un nuovo figlio. 

E’ davvero bello che il Comune abbia deciso di investire energie e risorse nella formazione di coloro che saranno chiamati ad accogliere questi minori, che abbia deciso di accompagnare queste persone nel loro percorso e che abbia programmato una campagna di sensibilizzazione così ad ampio raggio. 

Infine, sottolineo anche come proprio la sinergia tra pubblico e privato, il coinvolgimento di più persone, enti, aziende sia una strategia vincente, che potrà aiutarci a superare tanti limiti, tante fragilità, tante difficoltà. 

L’augurio è che questo sforzo dia i risultati sperati, garantendo accoglienza a tanti piccoli in situazione di difficoltà. Ma l’augurio è anche che questa campagna e questo progetto diano anche un’impronta diversa alla cultura della nostra città: la campagna per l’affido familiare ci educhi alla solidarietà, all’accoglienza, alla generosità». 

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