Te Deum laudamus

Il don in Parola con la ComunitàSi conclude in queste ore un anno importante per la nostra comunità, un anno che nel bene e nel male ha avuto una sua straordinarietà, un anno in cui si è seminato molto, con impegno e passione. Un anno in cui abbiamo dato un altro po’ di spallate al vecchio pregiudizio che prova a resistere nei confronti di Exodus, considerato da alcuni ricettacolo di emarginati, avanzi sporchi della società “per bene”.

Quest’anno oltre un migliaio di studenti delle scuole elementari e medie sono venuti a visitare la fattoria didattica della nostra cascina entrando in contatto con l’orto, gli animali da cortile, il forno per cuocere il pane, il laboratorio di apicoltura. Oltre duecento invece gli scouts che da varie parti d’Italia sono venuti a fare un’esperienza di volontariato e di condivisione insieme ai ragazzi della comunità. Sempre più interessante è l’attività del laboratorio di ceramica che quest’estate si è dovuto cimentare con la realizzazione di bomboniere per un matrimonio. Ma un matrimonio speciale che due amici della comunità hanno voluto celebrare nel giardino della cascina, ricevendo i numerosi invitati grazie al lavoro dei ragazzi. Fra gli eventi, oltre al primo “Social marriage”, c’è stato il tradizionale Opend day di primavera dove quasi 500 persone hanno visitato la comunità, partecipando ai laboratori e alle attività proposte, la Mille giovani per la pace con tanti ospiti importanti, i tornei sportivi, il Cantiere di educazione alla pace, gli eventi musicali.

Tutto pensato e organizzato per rendere protagonisti dei ragazzi che hanno sbagliato ma che faticosamente cercano una strada per reinventarsi una vita diversa. Gente che lavora sodo, che ha avuto il coraggio di mollare tutto e farsi aiutare, gente che ogni giorno fatica per non tornare sui suoi passi e per avere fiducia nel futuro. Quest’anno sono entrate in comunità un centinaio di persone, qualcuno si è anche arreso dopo pochi giorni, molti sono poi stati indirizzati ad altre case di Exodus, alcuni invece hanno fatto o stanno facendo esperienze di reinserimento lavorativo: per questo dobbiamo ringraziare l’Università ed il Comune che affidandoci alcuni lavori ci consentono di mettere alla prova coloro che si trovano alla fine del programma.

Il momento educativo più alto è stato certamente quello della Carovana: circa 600 km in bicicletta per portare la fiaccola del 30° anniversario di Exodus all’incontro con tutte le altre sedi. Itineranza, essenzialità, umiltà, spirito di gruppo disponibilità al sacrificio le parole d’ordine di quest’avventura.

Altra esperienza di grande valore educativo è stato il progetto “don Milani” contro la dispersione scolastica: tutti i ragazzi con i cosiddetti “bisogni educativi speciali” presi in carico nelle scuole di Cassino dalla nostra équipe, contrariamente alle aspettative, hanno superato l’anno con buoni risultati sia dal punto di vista didattico che sociale.

Tante cose ci sarebbero da ricordare: l’impegno esemplare dei volontari, il campus estivo per i bambini, la scuola calcio del sabato pomeriggio, gli incontri di formazione per genitori, l’accoglienza di persone e famiglie senza fissa dimora, il lavoro incessante dell’unità di strada, la presenza in carcere, l’aiuto a persone dipendenti da gioco d’azzardo, il pellegrinaggio a marzo in Terra santa.

Ma su tutto ci resta impresso un volto, quello di Liliana, che per tanti anni è stata una colonna portante della nostra comunità, una presenza forte, imprescindibile e che oggi possiamo incontrare solo nella preghiera.

Quest’anno, bello e terribile, è stato un anno di “passaggio”, di trasformazione, di rinnovamento, anche nel rapporto con il territorio nel quale operiamo ormai da 25 anni.

E quello che viene ci propone nuove sfide, nuovi “avamposti” sui quali siamo pronti a sperimentarci.

Vogliamo essere sempre più una risposta educativa efficace alle tante fragilità sociali che incontriamo ogni giorno: le famiglie hanno bisogno di essere supportate nel loro compito educativo, la scuola può aprirsi ancora di più per intercettare il disagio e prevenire il degenerare di certe situazioni, le imprese devono aprirsi al non profit per cercare una sostenibilità del lavoro che oggi non è più realizzabile con gli schemi del passato, la Chiesa può valorizzare ancora di più i laici impegnati, poco baciapile e molto immersi nelle umanità di ogni genere, la politica forse capirà, seppure a colpi di sentenze, che il tempo delle ostriche è finito.

Anche in questo passaggio d’anno crediamo che le opportunità, i buoni frutti, le meraviglie della vita, saranno di gran lunga più numerose e importanti delle minacce, dei venti di crisi, delle guerre e delle sopraffazioni.

Buon anno a tutti, dunque, e… se siete in zona, non mancate di venirci a trovare.